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Gli amici

Originale in rumeno: Prietenii

Strofa I Un soldato è partito, ha lasciato i ricordi a un altro commilitone, Erano buoni amici, come due fratelli, La guerra fredda li ha resi nemici, Erano gli amici di frontiera. Strofa II Portavano sul petto un tricolore diverso, Uno di loro disse: „Io non posso, amico mio, ucciderti!” Chiamati all'appello in quei giorni, si separarono, E da allora hanno combattuto per il loro paese, e uno è stato sconfitto. Strofa III Quanto dolore... era il suo unico amico, Estrae la foto dal petto e la guarda: l'ha ucciso proprio il suo migliore amico! Si è dedicato alla sua patria, E la sua patria non dà due soldi per le sue poesie. Strofa IV Uno era scrittore, l'altro un fedele lettore, Non ha avuto scelta, era l'ultimo soldato Che dal pennino ha impresso l'universo astrale. Strofa V Il paese siamo noi, a lui dedichiamo i fiori, Egli scrive con proiettili drammatici nei ricordi, Nella nostalgia delle eclissi, non ha più voluto combattere. Strofa VI Ha preso la pistola e l'ha puntata verso il suo esercito, E con la voce di un leone ha gridato: Non combatto più per uno stato e un paese di criminali!

L'essenza della Parola Vivente

Originale in rumeno: Esența Cuvântului Viu

È molto più di questo, è l'inizio, L'essenza che non è mai perita, È la penna che squarcia l'invisibile E illumina l'anima affaticata. Un calamaio in cui piange il cielo, Una lacrima del Signore su un fragile foglio, È tutto ciò che al mondo muta l'effimero E della salvezza fa un ordine sacro. Poiché come al principio, per mezzo della santa Parola, Tutte le cose furono fatte e ricevettero il respiro, Dall'amore del Figlio, su questa terra, A Gloria del Padre, in eterno onore. È un Poeta che tra noi è risorto, La voce delle anime, nei cuori e nelle strofe; Senti la chiamata, lascia tutto ciò che è macchiato, Getta il foglio bianco nel mare delle catastrofi. Poiché tutto ciò che non è santo non ti appartiene, La Divinità è eterna, viva e presente; E i fogli svaniscono, ma l'amore è santo, Nella nostra poesia rimane eloquente. Chi ci soffoca, chi ci impedisce Di sentire l'amore dal verso puro? Quando la poesia nell'anima come un fiore cresce, E ci mostra il volto di Colui che ci ha creati.

Il re delle altezze

Originale in rumeno: Regele Înălțimilor

Sulla roccia fredda, dove il cielo tace, Si è annidato un pensiero dalle grandi ali, Un'aquila che dal silenzio si fa Un sentiero tra le nubi solitarie. Essa non conosce la paura della tempesta, Ma sulla soglia del fulmine resta immobile, Poiché sa: il braccio di Colui che ci raduna L'ha posta sulle vette, in un volo sconfinato. Con gli occhi fissi nell'eterno sole, Sfidando la terra colma di ombre grevi, Essa arde nelle altezze come un alto candelabro, Portando sulle ali la polvere tra le stelle. O, anima, impara dall'aquila A lasciare nelle valli tutto ciò che è fango e nostalgia, A volare verso il Cielo, con preghiera e sussurro, Portata dallo Spirito, libera e leggera!

La nostalgia che non passa

Originale in rumeno: Dorul care nu trece

Sento il tuo nome nella pioggia, nel vento che attraversa la finestra, e anche se il tempo ci porta lontano, io ti custodisco ancora lì. Non so se tu mi senta ancora, o se hai dimenticato ciò che è stato un tempo, ma io porto la stessa storia dentro di me, come un cuore che non può dimenticare. Ti cerco nel silenzio della tarda sera, nelle ombre che calano sui pensieri, e ogni volta comprendo che la nostalgia non ha fine.